October 2009

 

Maltese connections in the “rubrica dei casati del Sud” by Ciro La Rosa

http://www.ilportaledelsud.org

http://www.ilportaledelsud.org/ciro_la_rosa.htm

 

The following 14 families which are Maltese or were resident in Malta, are listed in a highly informative site hosted by Ciro La Rosa about the established Nobility of Southern Italy.

  1. ABELA o ABELLA
  2. BLUNDO
  3. GATTO
  4. MESSINA
  5. MEZZACAPO
  6. NAVARRO
  7. OMODEI
  8. PALERMO
  9. PARISIO
  10. RAGUSA
  11. SCEBARRAS o SCEBERRAS
  12. TESTAFERRATA
  13. VELEZ
  14. VELLA e VELLA VARRIOS e VELLA COMITINI

 

All text is taken verbatim. The complete “rubrica” may be viewed at: -www.ilportaledelsud.org/ciro_la_rosa.htm

 

 

 

ABELA o ABELLA

Titoli: barone di Camolio

Dimora: Siracusa

Famiglia di origine spagnola, passò in Sicilia nel 1282 all’epoca dei Vespri Siciliani.

FERRARO, per i suoi servigi in favore degli Aragonesi, ebbe in dono l’isola di Malta; RAIMONDO fu Marescalco del Regno di Sicilia, consigliere di re Martino e Governatore di Malta. Con l’arrivo di re Federico (Ferrante) gli venne tolta l’autorità sull’isola, ma in compenso i suoi figli ebbero i feudi di Gianesi, le castellanie di Agirò e Raginelgi, la capitania di Palermo nel 1360.

GIULIO con privilegio del 14 febbraio 1469 venne nominato cavaliere del Sacro Romano Impero dall’Imperatore Federico d’Austria, per atti di valore in suo favore. PAOLO Abela e Alagona investito del titolo di barone di Camolio il 30 ottobre 1599, titolo che all’abolizione della feudalità, 1810, era in possesso di GIUSEPPE.

La famiglia ha dato vari personaggi all’ordine di Malta, tra cui GIOVANNI FRANCESCO commendatore dell’ordine, che pubblicò una storia sull’isola di Malta “Descrizione di Malta”.

E’ iscritta nell’elenco ufficiale nobiliare italiano edito nel 1922.

Arma: d’azzurro allo scaglione d’oro, accompagnato da tre stelle dello stesso colore.

 

 BLUNDO

 

Titoli: barone di Giubino

Dimora: Palermo

Si ritiene che provenga dall’isola di Malta. Il primo a recarsi in Sicilia fu STEFANO, notaio e scrittore di re Ferdinando d’Aragona, concessionario del feudo di Imbaccari nell’anno 1415. FRANCESCO con privilegio del 31 dicembre 1608 e con riconferma del 1613 ottenne il titolo trasmissibile agli eredi maschi di “Regio Cavaliere”; VINCENZO acquistò il feudo di Giubino nel 1687; GIUSEPPE,  regio cavaliere, barone di Giubino nel 1769; stessi titoli VINCENZO nell’anno 1789.

Iscritta nell’elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922.

Arma: d’azzurro al ponte d’argento, posto sopra onde marine, sostenente due donne strette per le mani al naturale.

 

GATTO

 

Titoli: nobile

Dimora: Messina

Originaria di Malta; FRANCESCO, milite maltese, ottenne dl re Martino il feudo di Zabbaria. Nobile in Messina;

GIOVAN DOMENICO iscritto nella mastra nobile del Mollica in Messina 1594/1605; i fratelli DOMENICO, FRANCESCO, e LUIGI iscritti nella stessa mastra nobile;

GAETANO, 2° tenente del “1° Reggimento  Fanteria di Linea Re”, ha preso parte alla campagna del 1860/61, combatté a Macerone contro i piemontesi, caduto prigioniero con parte del Reggimento nel novembre del 1860.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare italiano anno 1922

Arma: d’azzurro a tre fasce dorate sostenenti un gatto d’argento a tre stelle dello stesso

alias d’azzurro ai dieci bisanti d’oro.

 

 MESSINA

 

Titoli: barone

Dimora: Palazzolo Acreide, Palermo, Malta

Capostipite della casa CORRADO, capo della guardia personale di re Pietro d’Aragona; nobili in Messina, Noto, Palermo. In Malta esiste un ramo del casato col titolo di barone di Grafi, Comichi, e di conte in persona di GIOVANNI e FRANCESCO nel 1902. Il ramo di Sicilia con GIOVANNI LUCA notaro del Regio Portulano con privilegio del 30 gennaio 1519; PIETRO con privilegio del 10 novembre 1539 nominato regio secreto in Noto; MICHELE con Decreto del 10 luglio 1548 “Credenziere” – tesoriere – della Gabella delle Carni in Noto, con privilegio del 29 maggio 1548 ottenne il titolo di “Regio Cavaliere” ed il riconoscimento dello stemma gentilizio; PIETRO ANTONIO cavaliere dell’Ordine di Malta nel 1567; STEFANO senatore in Palermo dal 1551 al 1575; GIUSEPPE iscritto nella Mastra Nobile del Mollica anni 1593/96 con privilegio del 16 luglio 1616 ottenne il titolo di “Don”; SALVATORE con R. D. del 28 giugno 1842 ottenne il titolo di barone. Appartengono a questa famiglia: PASQUALE, capitano del “3° Reggimento Fanteria di Linea Principe” che ha preso parte all’assedio di Messina capitolando nel marzo del 1861, ANTONIO maggiore del “11° Reggimento Fanteria di Linea Palermo”, proveniente dalla Scuola Militare della Nunziatella, partecipò anch’egli alla campagna del 1860 per la difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese, capitolando nel settembre 1860.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso alla croce d’oro al mare d’argento - alias: troncato d’argento e di rosso al leone di nero e d’oro, tenente nella destra un bisante d’oro - alias: di rosso al leone al naturale movente in un mare d’azzurro, sostenente un’ancora di nero, sormontato da tre stelle d’oro.

 

 MEZZACAPO

 

Titoli: marchese di Monterosso, nobili dei marchesi

Dimora: Napoli, Maiori, Malta

Originaria di Maiori iscritta a tra le sei più importanti famiglie del luogo, aggregata alla nobiltà della città di Scala nel 1569 e di Amalfi nel 1582, ricevuta nell’Ordine di Malta nel 1708 con ANDREA FILIPPO, nel Priorato dell’Ordine con GAETANO e GIOVANNI nel 1774; decorata del titolo di marchese di Monterosso nel 1788 per successione della famiglia Branner y Beck ed iscritta nel Registro di Malta. Riconosciuta ammissibile nella Compagnia delle Regie Guardie del Corpo nel 1847 in persona dei cugini FILIPPO (1822) capitano del “3° Reggimento Cacciatori della Guardia Reale”, e FILIPPO (1823) alfiere del “3° Reggimento Cacciatori della Guardia Reale” che hanno partecipato alla campagna del 1860/61 per la difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese. Il casato nel XXI secolo è rappresentato da ERCOLE.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito 1° di verde alla banda di rosso, accostata di sei gigli d’oro, al 2° d’argento ad una testa di moro bendata di rosso, 3° d’argento a tre bande di rosso.

 

NAVARRO

Titoli: conte

Dimora: Napoli, Lucera

Motto: “Vera Domitus Catena”

Di origine spagnola, mentre secondo alcuni originaria di Gozzo nell’Isola di Malta, portata a Napoli nel XIII secolo, nobile anche in Lucera. PIETRO, valoroso condottiero delle armate di re Ferdinando il Cattolico, che sconfisse i francesi presso San Germano, venne insignito dall’imperatore Carlo V del titolo di conte; MAURIZIO ebbe la riconferma del titolo nel 1638; GIUSEPPE capitano del “Real Reggimento Fanteria Carolina” ottenne il 26 marzo 1806 la riconferma del titolo e l’iscrizione nel Cedolario di Terra di Lavoro; il casato venne riconosciuto di “nobiltà generosa” dalla Real Commissione dei Titoli di Nobiltà in persona di MAURIZIO che in qualità di brigadiere della “Compagnia delle Regie Guardie del Corpo” partecipò alla difesa del Regno delle Due Sicilie nella campagna del 1860 contro l’invasione piemontese; FRANCESCO, nel 1848, presidente della Suprema Corte di Giustizia, venne nominato “Pari” del Regno delle Due Sicilie.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: di rosso con quattro catenelle d’oro in quadrati concentrici.

 

 

 OMODEI

Titoli: nobili, barone di Reda

Dimora: Trapani, Avola, Augusta

Famiglia che deriva da un ramo del casato degli Amidei di Firenze, passata in Sicilia in un primo tempo con CORRADO milite al seguito dell’imperatore Federico II, stabilitosi in Messina, mentre i suoi discendenti passarono in Trapani; in un secondo momento con PUCCIO al seguito di re Pietro d’Aragona in Palermo. FRANCESCO De Homodei, notaio, proprietario del feudo di Maletto in data 13 aprile 1344; NICOLO’, residente in Malta, ebbe la concessione della terra di Pietralonga nel 1371; FRANCESCO pretore di Palermo 1383/4; ARRIGO capitano di giustizia in Trapani 1462; FRANCESCO in data 14 gennaio 1458 ottenne i feudi di Falconeri, Capaci, le saline di Piatanella, Cantarella e Cianciana ed inoltre i feudi di Sant’Andrea, Cannamela e Monterosso; GIOVANNI vescovo di Mazzara nel 1531; ANTONINO, barone di Vallelunga, senatore di Palermo 1514/5, capitano d’armi in Augusta 1550; GAETANO capitano di giustizia in Augusta nel 1694 e nella Mastra Nobile di detta città annotato insieme con ERCOLE, OTTAVIO e FRANCESCO. La nobiltà del ramo di Augusta venne riconosciuta dal Senato di Palermo in data 14 maggio 1774; ORRIGO, capitano di giustizia di Trapani nel 1759, ottenne il 30 marzo 1762 l’investitura di barone della Salina di Reda; GIOVANNI riconosciuto del titolo di barone di Reda, prefetto di Trapani 1787/8; AMEDEO con D. M. del 2 aprile 1879 ottenne il riconoscimento del titolo di barone di Reda e GREGORIO con CESARE il titolo di nobili. Hanno partecipato alla difesa del regno delle Due Sicilie nella campagna del 1860/61 i seguenti appartenenti al casato: ACHILLE - figlio di GIOVANNI barone di Reda colonnello della Guardia Reale - proveniente dalla Scuola Militare della Nunziatella, capitano del “10° Battaglione Cacciatori” ebbe la citazione al merito di “distinto” nel combattimento in Mola di Gaeta, dove rimase ferito; MICHELE 1° tenente del “1° Reggimento Fanteria di Linea Re” prese parte ai combattimenti in Sicilia ed in Calabria, presente allo scontro di Macerone per contrastare le truppe piemontesi dove venne fatto prigioniero; DOMENICO 2° tenente del “5° Reggimento Fanteria di Linea Borbone” combatté in Sicilia e all’assedio di Messina capitolando nel marzo del 1861.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: troncato d’argento e rosso al leone all’opposto - alias partito d’argento e nero, al volo abbassato all’opposto.

 

PALERMO

Titoli: barone di Lazzarino

Dimora: Sciacca, Palermo

Originaria di Scicli, nobile in Palermo, Messina, Sciacca.

ENRICO il 9 dicembre 1282 venne nominato da re Pietro notaio dell’Isola di Malta; ANDREA, notaio, ottenne da re Ludovico il feudo di Rabiato; NICCOLO’ ANDREA acquistò il feudo di Bulgarano con investitura del 13 settembre 1516; FRANCESCO con privilegio del 21 giugno 1638 ottenne il titolo di barone di San Giuseppe, di San Leonardo e di Camalotto; ANTONIO giudice pretoriano in Palermo 1677/93, giudice della Gran Corte Civile del Regno 1683 e di quella Criminale nel 1693; CESARE barone di Castelluzzo con investitura del 20 luglio 1685; GIOVANNI barone di santo Stefano, con privilegio dato in Madrid dell’11 ottobre 1708 nominato principe di Santo Stefano; GIUSEPPE , dei principi di Santa Margherita o Santo Stefano, cavaliere dell’Ordine di Malta, deputato della Sanità in Messina nel 1743, con Regio Biglietto dato in Napoli il 3 luglio 1745 ottenne il titolo di marchese; GIROLAMO, frate teatino, vescovo di Mazzara, deputato del regno, giudice del Tribunale della regia Monarchia, abate di santa Maria di Terrana, vescovo di Laodicea nel XVIII secolo; TOMMASO senatore in Messina 1772; GIUSEPPE, marchese, tenente colonnello dell’Esercito del Regno di Napoli nel 1800; GASPARE, dei principi di Santa Margherita, cavaliere dell’Ordine di Malta, rettore dell’Opera di “Navarro”, governatore del Monte di Pietà in Palermo 1795/6, deputato del regno 1798, senatore di Palermo 1795/6 e 1811, autore della “Guida di Palermo”. Un ramo si trasferì in Sciacca: VITO proconservatore nel 1738, investito del feudo di Lazzarino e del titolo di barone; PIETRO barone di Lazzarino, senatore 1797/8.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobilità Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: inquartato 1° di rosso alla fascia d’opro accompagnata da due stelle sotto uno scaglione d’oro, 2° e 3° d’azzurro alla campagna di verde con una scala d’oro in sbarra con un leone rampicante tenente una banderuola di rosso, 4° di rosso alle decusse accantonate di quattro stelle il tutto d’oro; alias: partito 1° d’oro con il grifo rampante d’azzurro sormontato da un lambello di rosso di tre pendenti. 2° d’ azzurro al leone illeopardito sostenente sul dorso un giglio d’argento; alias: partito 1° d’azzurro all’aquila di rosso, 2° d’azzurro alla palma sradicata al naturale.

 

PARISIO

Titoli: patrizio di Benevento

Dimora: Benevento

E’ un ramo della famiglia Parisio di Cosenza, ascritta al Patriziato di Benevento, nobile in Messina, Cosenza, Reggio Calabria e nell’isola di Malta, ricevuta nell’Ordine dei Cavalieri di Malta dal 1584, diede un cardinale a Santa Romana Chiesa nel 1530; il casato ottenne la Signoria di Valvano nel 1701, decorata nel 1638 del titolo di marchese di Panicocoli (odierna città di Villaricca in provincia di Napoli); ERNESTO nobile e patrizio di Benevento nella prima metà del XX secolo.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro alla fascia accompagnata al capo di due stelle, in punta da un tronco sormontato da una stella il tutto d’oro.

 

 

 

RAGUSA

Titoli: barone di San Simone

Dimora: Sciacca, Milazzo, Mazzara

Nota dal XIV secolo con GUGLIELMO che possedette il feudo di Gomerino nell’isola di Malta con conferma del 17 giugno 1320; ANTONIO, della città di Caltagirone, con privilegio del 4 novembre 1578 ebbe la concessione del titolo di “regio cavaliere”; GIOVAN ANTONIO giurato in Mazzara 1582/3; GAETANO giudice della Corte Pretoriana di Palermo 1728/9, del Tribunale del Concistoro 1732, della Gran Corte nel 1741/2; CIRILLO proconservatore in Caltabellotta 1729, stessa carica GIOVANNI in Mazzara nel 1734; BIAGIO giudice pretoriano in Palermo 1751/2, del Concistoro 1773/75; GIOVANNI prefetto in Mazzara 1745/6 e 1765/6; GIUSEPPE inserito tra i nobili della Mastra Nobile di Milazzo il 10 settembre 1764; PELLEGRINO ottenne il 3 settembre 1791 il titolo di barone di San Simone; CIRILLO, barone di San Simone, senatore in Sciacca nel 1812/13.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: d’azzurro al monte di tre cime d’oro, quella centrale con un castello dello stesso turrito di tre pezzi, con una bandiera d’argento svolazzante a sinistra;

alias: d’azzurro all’aquila spiegata d’argento nascente dalla sua immortalità di rosso.

 

 

SCEBARRAS o SCEBERRAS

Titoli: barone di Montagna di Marzo

Dimora: Sicilia e Malta

Originaria di Malta presente in Sicilia dal XVIII secolo, ebbe il titolo di barone della Montagna di Marzo; ultimo investito ANTONINO il 12 dicembre 1795, fu capitano di giustizia in Piazza (odierna Piazza Armerina) negli anni 1798-99, 1801-2, 1812-13.

Iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: partito: nel 1° d’azzurro alla corazza sormontata da un elmo il tutto d’argento e di fronte; nel 2° troncato da una fascia d’argento carica di una fede di carnagione; sopra d’azzurro a tre stelle d’oro, sotto di rosso a tre pali ondati d’oro.

 

 

TESTAFERRATA

 

Titoli: marchese di San Vincenzo, cavaliere del S.R.I. (Sacro Romano Impero), patrizio di Messina

Dimora: Napoli, Pisa, Malta, Messina

Motto: “Non nisi per ardua”

La famiglia ha origine dai Capo di Ferro di Roma, dalla quale trassero origine anche gli Orsini, Crescenti, Capranica, Ricci, Spada ed altre.

Ai Capo di Ferro appartengono PANDOLFO principe di Capua e di Benevento e marchese di Camerino; GIROLAMO cardinale nel 1554; PAOLO cavaliere gerosolimitano; ROMANO arcivescovo di Benevento. ARFIO Capo di Ferro emigrò in Malta nel 1498 dove è menzionato nei documenti depositati presso l’Archivio di Malta “magnifico Arfio de Capoferro e Nobile Arfio de Testaferrata”.Il casato ha dato grandissimo lustro all’Ordine di Malta.MARIANO Testaferrata si stabilì in Messina nel 1553 ed iscritto al suo patriziato, il quale ebbe tre figli GIACOMO e ANTONIO formarono le linee dei marchesi di San Vincenzo e di marchesi sul cognome; riconfermati nella iscrizione al patriziato di Messina nel il 17 settembre 1788 e 1792

PIETRO dei baroni di Gomerino. ANTONIO “depositario” del Sant’Uffizio dell’Inquisizione in Malta nel 1578; GIOVAN DOMENICO protonotario apostolico, ed arcivescovo del Sant’Uffizio; SALVATORE maestro di sanità in Malta nel 1581; GIACOMO ufficiale di cavalleria dell’Ordine gerosolimitano in Malta nel 1588; GIUSEPPE giurato della Valletta e fondatore della Chiesa di santa Maria ad Nives; GIOVAN TOMMASO giurato di Malta, ambasciatore, sindaco e procuratore di Malta in Sicilia dal 1610 al 1630, edificò in Valletta la Cappella di San Trofino nella chiesa di Santa Maria di Gesù; GIACOMO dottore in legge, governatore (Capitano di Verga – detti così perché erano seguiti da un paggio con una verga con su le armi del Sovrano) dell’isola di Malta per conto del Gran Maestro Lascaris nel 1636, per le sue doti morali e di dottrina gli venne concesso, dall’imperatore di Germania Ferdinando III, il titolo di Cavaliere del Sacro Romano Impero trasmissibile ai suoi discendenti; PAOLO depositario del Sant’Uffizio nel 1697, segreto del Serenissimo Gran Maestro Perellos dal quale fu nominato barone di Gomerino, iscritto con la sua famiglia al Patriziato di Roma; FABRIZIO barone di Cicciano, patrizio Romano, governatore di Malta, segreto magistrale nel 1714; MARIO capitano di cavalli dell’armata dell’Ordine di Malta, capitano di guerra di Licata e dell’isola di Malta, ambasciatore in Sicilia e primo giurato della Valletta, ottenne il titolo di “Illustrissimo” per se ed i suoi eredi dal Gran Maestro Vilhena, nel 1715 ottenne la concessione del titolo di marchese di San Vincenzo ereditario per tutti i suoi discendenti; PIER GIACOMO appartenente al clero di Roma, commendatore dell’Ordine di Malta, legato ( governatore) in Ravenna, e di Ascoli nel 1730, ed aggregato alla nobiltà di Città di Castello; DANIELE, marchese di San Vincenzo, magistrato della “Grascia” di Malta, i suoi fratelli PANDOLFO, MARIO e PIETRO iscritti nella nobiltà di Messina; PANDOLFO, marchese di San Vincenzo, maggiore di cavalleria di Malta, quando l’isola passò sotto la giurisdizione britannica venne nominato colonnello dei veterani, il figlio SALVATORE ereditò le proprietà dello zio Giovan Battista Cassar Desain con l’obbligo di assumerne il cognome e lo stemma; MARIO, marchese di San Vincenzo, luogotenente delle milizie urbane di Malta, fu tra i firmatari del patto di non aggressione tra la Repubblica Francese e il governo dell’Isola di Malta nel 1798, ma per evitare poi un invasione dell’isola da parte delle truppe di Napoleone Bonaparte che non rispettò i patti, fu di nuovo tra gli inviati sulla fregata francese Orient a stipulare una capitolazione con i francesi, e dovette riparare poi in Inghilterra; GIUSEPPE GIACOMO patrizio di Messina, canonico di Malta, autore di opere letterarie pubblicate nel 1799; FILIPPO, marchese, luogotenente di cavalleria dell’Ordine di Malta, capitano nel Reggimento Nazionale, combatté per la difesa di Milazzo e di Capri nel 1808 contro i francesi; GIUSEPPE VINCENZO giurato di Malta 1809/18, Lord luogotenente del distretto di Malta cavaliere dell’Ordine dei SS. Michele e Giorgio, ottenne il distintivo di Sir; PIETRO PAOLO, barone, patrizio di Messina e di Malta, Lord luogotenente dell’isola di Gozo nel 1815; ETTORE, barone, cavaliere di devozione dell’Ordine di Malta nel 1852; rappresentati del casato nella prima metà del XX secolo: EMANUELE marchese, titolo riconfermato con D.M. del 1903, cavaliere del S.R.I., patrizio di Messina,; LORENZO ANTONIO Testaferrata Cassar Desain; PIETRO PAOLO tutti con i su menzionati titoli nobiliari.

Iscritta nel Libro d’oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Esistono ancor oggi monumenti eretti dalla famiglia in chiese delle seguenti città: Napoli, Pisa, isola di Malta.

Arma: d’argento al toro infuriato di rosso, al capo d’oro con l’aquila spiegata di nero e linguata di rosso.

 

VELEZ

Titoli: nobile, barone di Pedagaggi.

Dimora Palermo, Balestrate, Bologna

Antica e nobile famiglia che rappresenta il ramo siciliano di un illustre casato spagnolo "Velez de Guevara”,conti di Onate e di Villamediana , che si è fregiata del titolo di vicerè e molteplici alte cariche. Originaria della Spagna nord occidentale- Navarra - , e pervenuti in Italia nel secolo XV a seguito della conquista del Regno di Napoli ad opera di Alfonso V di Aragona, si diramarono nell'Italia meridionale ed a Malta, nel mentre altri collaterali o cadetti pervennero in Sicilia (Siracusa) nel XVI secolo ad opera di ANTONINO (1513) ed GIOVANNI (1560) che ottiene il titolo di regio cavaliere, per poi spingersi in altri luoghi della Sicilia. Ne vengono fuori una serie di giurati, capitani di giustizia. Tra il XVII ed il XVIII secolo tale ramo siciliano fissa la sua dimora ad Alcamo, ove edifica un palazzo magnatizio alle spalle della cattedrale.

Il Mango di Casalgerardo, nel suo tomo "Nobiliario di Sicilia" menziona: GONZALO capitano di giustizia a Sciacca nel 1643/44; FRANCECO Velez de la Pegna , capitano di giustizia a Patti 1645/47; MARCELLO, maestro razionale e conservatore del real patrimonio con Real Cedola data il 9 ottobre ed esecutoriata il 29 dicembre del 1679; IGNATIO capitano di giustizia in Cefalu' 1695/96; ANTONINO, giurato delle appellazioni,giurato secreto e governatore di Alcamo 1740/60 indicato dal Villabianca come Velez de Guevara y de la Pegna, barone di Pedagaggi; GIOVANNI, barone, giurato anni 1812/13; GAETANO, barone, sindaco di Alcamo nel 1837.

Nella seconda metà del novecento i Velez si trasferiscono a Palermo, acquistando il palazzo di Gaspare Miano, razionale del real patrimonio nel XVIII secolo, rendendolo ancora più confacente all'edilizia nobiliare settecentesca.

Lo storico Francesco S. M. De Spuches, da ulteriori notizie di questa famiglia, sia pure indirettamente, parlando della successione del feudo di Bertolino a Sciacca, rilevando un barone ALFONSO che sposa Maria Carolina Arone di Bertolino nel 1853, ed un barone GIOVANBATTISTA che sposa Concetta Arone Tagliavia nel 1878.

n.d.a.: si ringrazia il signor Mario D’Angelo Velez per le notizie storiche fornite sul casato.

Arma: inquartato:al primo e quarto d'oro, a tre bande cucite d'argento caricate di armellino di nero; nel secondo e terzo d'argento, a cinque cuori di nero, posti in croce di Sant'Andea.

 

 

 VELLA e VELLA VARRIOS e VELLA COMITINI

 

Titoli: barone di Biggini

Dimora: Caltanissetta

Originaria dell’isola di Malta e passata in Sicilia nella città di Terranova con GIUSEPPE sul finire del XV secolo; GIOVANNI Vella-Varrios de Espriella maestro razionale supernumerario del tribunale del Real Patrimonio nel 1664; GIOVANNI cavaliere dell’Ordine di San Giacomo della Spada, maestro razionale nel XVII secolo; ANTONIO (Vella Comitini) con Real Decreto del 30 ottobre 1900, ottenne concessione dello stemma di gentilizio, qui descritto, con RR. LL. PP. (Regie Lettere Patenti) del 20 giugno 1901 venne autorizzato ad assumere ed a trasmettere ai suoi eredi e successori il titolo di barone di Biggini, a lui pervenuto per successione alla madre, Carmela Calafato.

Iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano anno 1922.

Arma: semipartito e troncato: 1° scaccato d’argento e di nero; 2° di rosso al grifone d’oro con la fascia d’azzurro attraversante; 3° e 4° d’oro a quattro torce accese,naturali e decusse due a due.

 

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